Aftervideo
Un recap visivo che condensa l’essenza di eterea.
Suoni, luci, volti e materia si intrecciano per raccontare, in un solo flusso, la vibrazione collettiva che ha attraversato Porto Recanati il 5 gennaio.
Un salto nel ricordo per chi c’era. Un’apertura al possibile per chi verrà.
L'esperienza completa
Un’esperienza che ha dissolto i confini tra cielo e materia.
Il 5 gennaio, Porto Recanati si è trasformata in un’orbita percettiva: un cerchio luminoso sospeso sull’acqua, un vuoto magnetico che ha attratto visioni, suoni e respiro collettivo.
The Halo Void è stato l’evento che ha fatto vibrare l’invisibile.
L'Intro
Il portale si è aperto nel silenzio.
Proiezioni e geometrie hanno attraversato la superficie del vuoto, dando vita a un’introduzione ipnotica dove lo spazio si è piegato al ritmo della luce.
Tutto ha avuto inizio così: con un respiro visivo che ha sospeso il tempo.
Fuoco: Cim & Skinz
Nel cuore dell’inverno, il fuoco è stato la scintilla che ha risvegliato la piazza.
Le fiamme luminose hanno attraversato la facciata come un richiamo ancestrale, aprendo il varco alla visione.
Cim & Skinz hanno canalizzato l’elemento con un set pulsante e selvaggio: un’energia primordiale che ha scaldato corpi e spazio, rompendo il silenzio dell’attesa.
Introduzione
Un viaggio dentro la combustione emotiva.
Il mapping ha guidato lo spettatore in un’esplosione di texture incandescenti, dove il fuoco era più che un elemento: era un battito accelerato.
Dj Set
Un set impulsivo, dinamico, viscerale.
Skinz e Cim hanno acceso la notte con suoni che graffiavano, che danzavano, che distruggevano per ricostruire.
Acqua: Luca Paoletti
L’acqua, in inverno, è più che mai memoria e silenzio.
Attraverso proiezioni liquide e lente, l’elemento ha avvolto l’ambiente in un’atmosfera sospesa.
Luca Paoletti ha trasformato la piazza in uno specchio sonoro: flussi ambient, onde profonde e ritmi sotterranei hanno guidato un’immersione interiore, come sotto una superficie ghiacciata.
Introduzione
Le proiezioni si sono trasformate in onde visive, in gocce luminose sospese.
L’acqua ha guidato il ritmo della trasformazione, avvolgendo tutto in un’energia liquida.
Dj Set
Il suono è diventato fluido, ha cullato, ha trascinato.
Un set che ha saputo unire profondità e leggerezza, in perfetto equilibrio.
Terra: Alexander Jr
La terra in questa stagione si mostra nuda, essenziale, vera.
Il mapping ha scolpito radici luminose tra le architetture, mentre il suono vibrava nei bassi e nelle pause.
Alexander Jr ha portato il pubblico a contatto con la materia: un set denso, oscuro, ritmicamente ipnotico.
Un momento di centratura e ascolto.
Introduzione
Il mapping ha radicato la scena nel corpo della città.
Texture di pietra, movimento di radici, ritmo ancestrale.
La terra è diventata fondamento e vibrazione.
Dj Set
Solido, strutturato, profondo.
Il set ha scavato nel subconscio con groove essenziali e bassi che ancoravano ogni corpo al suolo.
Aria: Francesco Luv
L’aria invernale taglia, purifica, sveglia.
Francesco Luv l’ha trasformata in frequenza rarefatta, alternando leggerezza e tensione.
Visual impalpabili, suoni sottili e groove sospesi hanno tracciato rotte invisibili, come vento tra le maglie della notte.
Introduzione
L’elemento più effimero ha preso forma nel cielo.
Visual eterei, dissolvenze e spazi vuoti hanno trasportato lo sguardo verso l’alto.
Dj Set
Un viaggio onirico, leggero, ma tagliente.
Francesco Luv ha soffiato suoni come venti che trasformano i paesaggi, lasciando una scia impalpabile.
Finale
Il climax.
Il DJ Set conclusivo ha fuso tutti gli elementi in un solo respiro, mentre i fuochi hanno squarciato il cielo in una danza finale collettiva.
Un addio che non chiude, ma apre.
Album fotografico
Alcune immagini raccontano molto più delle parole.
In questa selezione visiva, scorrono i dettagli, le architetture temporanee, le connessioni, le traiettorie luminose che hanno attraversato la notte del 5 gennaio.
Ogni frame è un frammento di luce, un documento poetico che conserva il vuoto, la forma, e la vibrazione collettiva.












