
L'esperienza completa
Un viaggio collettivo nel cuore dell’estate, dove la luce ha danzato sull’architettura e il suono ha scolpito lo spazio.
Il 22 agosto, la piazza si è fatta tempio, palcoscenico e sogno.
eterea ha attraversato ogni corpo, ogni sguardo, ogni silenzio tra un battito e l’altro.
Un rito urbano che ha unito l’invisibile al tangibile.
L'Intro
La piazza è rimasta in attesa.
Poi, lentamente, si è accesa: proiezioni eteree hanno avvolto la facciata, il suono ha iniziato a muoversi tra le persone come un respiro collettivo.
Un’apertura silenziosa e intensa, che ha dissolto i confini tra spettatore e spazio.
Era l’inizio del viaggio: un passaggio, una soglia, un richiamo.
Fuoco: Cim & Skinz
Il fuoco ha incendiato la scena.
Scatti visivi, fiamme luminose, bassi vibranti.
Cim & Skinz hanno aperto il rito con una potenza tribale, incarnando l’elemento con suoni crudi, ancestrali, liberatori.
La folla ha risposto, unita nella stessa scintilla.
Fu l’inizio dell’ascesa.
Acqua: Luca Paoletti
L’acqua è scivolata sulla piazza come una carezza.
Le proiezioni si sono fatte liquide, riflettendo volti, ombre, geometrie in movimento.
Il set di Luca Paoletti ha cullato l’intero spazio con frequenze morbide e profonde.
Tutto si è fatto più lento, più intimo.
L’acqua ha portato ascolto e immersione.
Terra: Alexander Jr
Poi, la terra.
Solida, ruvida, profonda.
Alexander Jr ha scolpito il suono con groove viscerali, bassi possenti, texture minimali e potenti.
Le visual si sono fatte materiche: rocce, radici, fessure.
Tutti ancorati, tutti presenti.
La piazza ha respirato all’unisono.
Aria: Francesco Luv
L’aria ha sollevato il tempo.
Francesco Luv ha portato il pubblico in una dimensione fatta di leggerezza, delay, ambient e strutture melodiche evanescenti.
Le proiezioni sono diventate trasparenti, danzanti, leggere.
Il pubblico ha fluttuato — nel suono, nello spazio, nel proprio pensiero.
Etere: Gianmaria Ascani
Tutti gli elementi si sono fusi.
Con Gianmaria Ascani, l’etere ha preso forma: una vibrazione costante, un’energia sottile che avvolge e collega ogni cosa.
Il set è stato astratto, profondo, spirituale.
Un’unione invisibile tra le presenze e lo spazio.
Un momento senza gravità.
Finale
Un’esplosione collettiva.
Fumo, fuochi, applausi, pelle d’oca.
L’intero ciclo si è chiuso nel buio, tra la luce degli ultimi visual e il silenzio carico del dopo.
eterea ha lasciato un’impronta nell’aria — qualcosa che non si può spiegare, ma si sente ancora.
Album fotografico
Alcune immagini restano impresse come simboli di un’esperienza vissuta, altre riaffiorano come sogni ad occhi aperti.
Questa selezione visiva racconta i dettagli che non si possono spiegare, i volti che hanno attraversato l’etere, i colori che hanno scritto il tempo.
Una memoria emozionale, da rivivere con lo sguardo e sentire sulla pelle.












